Storia

Secondo la leggenda, Fillide, figlia di Licurgo Re di Sparta, era andata in sposa al bel Demofonte, partito per la guerra di Troia. La guerra era terminata ma demofonte tardava a tornare dall’amata, alla quale era giunta la falsa notizia che il suo sposo, invaghitosi di un’altra fanciulla non sarebbe più tornato.

Fillide disperata scappò dalla Grecia e giunta sui sibillini nel luogo dell’antico Castel Leone si tolse la vita e il suo corpo si tramutò in un mandorlo, un grande albero, bello ma privo di foglie. Demofonte fa ritorno a casa e, non trovando la donna amata decise di mettersi in viaggio alla sua ricerca. Giunto anch’egli su Castel Leone apprende la tragica fine di Fillide, non gli restò altro da fare che abbracciare il tronco di quel mandorlo che, come per incanto, divenne subito frondoso e ricco di gemme. Da quel mandorlo antico, nato sull’altura di Castel Leone, prese il nome la città di Amandola.

 

Amandola si trova a 550 m. sul livello del mare sul versante sud orientale dei Monti Sibillini.Il centro storico di Amandola è naturalmente tagliato da un antico asse stradale, via Indipendenza, lungo il quale il paese si è sviluppato negli anni.Nella sommità di Castel Leone (Piazza Alta) troviamo Piazza Umberto I, qui è possibile ammirare

l’antico Torrione del Podestà e il magnifico Teatro La Fenice, tutt’ora in uso. Scendendo dalla piazza, alla fine della via, troviamo la chiesa di San Francesco ed il Chiostro il quale ospita l’importante Museo Antropogeografico. Percorrendo la sottostante via Dello Statuto si può vedere il teatro Rococò, luogo usato per piccole manifestazioni, e le 5 Fonti. Percorrendo invece via Indipendenza, è possibile ammirare il teatro La Collegiata, attualmente sede dell’associazione musicale La Fenice, ed infine piazza Risorgimento, antica piazza Vallelunga. Quest’ultima è dominata dalla chiesa del Beato Antonio,dove giacciono le spoglie del Beato, dal complesso municipale caratterizzato da un ampio porticato e dall’importante Porta San Giacomo, l’unica delle 5 ancora rimasta. Percorrendo via Cappuccini (Colle Marrubbione) si giunge al Convento dei Cappuccini e alla chiesa di San Bernardino, mentre sul Colle Agello attraversando via Nazzario Sauro è possibile ammirare il monastero di San Lorenzo e la Chiesa di San Pietro, fino ad arrivare alla Chiesa della Santissima Trinità (vicino all’ospedale). Il 14 dicembre 1908 venne aperta ufficialmente al traffico la linea ferroviaria dismessa intorno alla metà del ‘900. Ripercorrendo quella strada (strada comunale Zoccolanti) si può raggiungere l’antico Ponte Romanico-Gotico sul Tenna. Uscendo da Amandola attraverso la statale 210, dopo circa un chilometro, ai piedi del Monte Agello sorge l’antica chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia che nella raffigurazione iconografica sembra estendere il suo mantello a proteggere la popolazione dal diffondersi della peste.

Continuando la sopra citata statale, arrivando fino alla frazione San Ruffino, si erge a destra del fiume Tenna una delle più antiche abbazie benedettine di questo territorio, quella dei Santi Ruffino e Vitale. Il corpo della chiesa è suddiviso in tre navate in una delle quali alcuni scalini conducono alla cripta sotterranea

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